Oggi lasciamo spazio a Chiara e Simona, indispensabili braccia operative di LingoSpell, che hanno gentilmente risposto a questa mini intervista. Tema: un giorno da PM.
In questo lavoro l’organizzazione è fondamentale, ma non è sempre facile. Quando assegniamo un progetto, è importante fare il punto della situazione per cercare di gestire le richieste nel modo più efficiente possibile. Dobbiamo tenere conto di diversi fattori: le specializzazioni dei traduttori, la loro familiarità con i contenuti del cliente, i settori/tipi di testi per cui sono più portati (testi creativi vs testi più tecnici), reattività e comunicazione, prezzi, eventuali assenze dei traduttori, ecc. Ovviamente poi tutto si complica quando abbiamo delle scadenze serrate.
A volte può essere difficile trovare un punto d’incontro con i traduttori e i clienti, però la ricerca della soluzione ideale per tutte le parti è sempre molto stimolante.
Simona:
Giornalmente ci occupiamo di prendere in carico nuove richieste e di assicurarci che venga fatto un lavoro di qualità entro la scadenza desiderata dal cliente. Non sempre va tutto liscio come l’olio, e spesso, tra un’assegnazione e un controllo, capita di dover gestire diverse problematiche contemporaneamente: problemi con i software, problemi con i file, progetti che improvvisamente vanno riassegnati, imprevisti di vario tipo… Tutto deve essere risolto il prima possibile e bisogna sempre assicurarsi di mantenere alta la qualità e di consegnare entro il termine previsto. Riuscire a fare tutto entro la giornata di lavoro spesso è la sfida più grande!
Chiara:
Io direi la mancanza di comunicazione e, di conseguenza, il fatto di dover rincorrere i traduttori e/o i clienti per avere delle risposte, specialmente se i tempi sono molto risicati.
Simona:
La parte della “rincorsa”. Quando un traduttore è in ritardo e devi sollecitare più volte per capire a che punto sia la traduzione perché la scadenza si avvicina e devi assicurarti di avere il tempo necessario anche per il controllo e per eventuali modifiche. Non mi piace dover essere insistente e severa, ma questo lavoro richiede anche questo!
Chiara:
Per me la cosa più bella è interfacciarsi con persone e culture molto diverse tra loro. Non è sempre facile capirsi, ma è affascinante confrontarsi con modi di pensare differenti.
Nel caso di alcuni traduttori, poi, ci sentiamo spesso e condividiamo momenti (e fatiche) del lavoro e della vita quotidiana, pur essendo a chilometri di distanza! Sembra quasi di averli nell’ufficio accanto!
Anche a livello linguistico per me è molto interessante vedere come una stessa frase in inglese possa assumere sfumature diverse a seconda della lingua di destinazione.
Simona:
Eccome se ci sono cose positive! Ogni giorno abbiamo la possibilità di confrontarci con persone provenienti da tutte le parti del mondo e di conoscere un po’ alla volta la loro cultura. Inoltre, controllando giornalmente progetti in lingue diverse, diventa più facile riconoscere anche le lingue che non si parlano (adesso se trovo un’immagine su internet scritta in finlandese, so che lingua è!) e persino imparare alcuni termini/strutture delle frasi. Per chi ama le lingue, è un grandissimo pro. Il project management mi piace anche perché mi dà una sensazione di completezza, quando dopo tanto lavoro porti a termine un progetto e il cliente è soddisfatto, ti senti inevitabilmente contenta anche tu.
Chiara:
Me ne vengono in mente un paio:
Progetto un cliente nel settore della nutrizione: era un progetto molto grande ed è stato un po’ complicato da gestire, sia per la preparazione dei file da tradurre, sia per la scelta dei traduttori più adatti, ma anche per le modalità di lavoro un po’ diverse dal solito (servizio di MTPE + revision, uso di Crowdin un po’ diverso dal solito). Alla fine è andato tutto bene e le traduttrici sono state eccezionali!
Un cliente che mi piace molto gestire è FOREO. Il settore della cosmetica mi piace molto, e anche i prodotti sono sempre interessanti! Mi piace collaborare con il nostro team di traduttori perché sono tutti molto preparati, disponibili e trovano sempre delle soluzioni molto creative.
Simona:
Sono sicura che una cosa che contraddistingue tutti noi di LingoSpell è la nostra empatia. Cerchiamo sempre di andare incontro ai bisogni dei traduttori, di tenere in considerazione anche il loro carico di lavoro e quindi lo stress e la frustrazione e di non farli sentire mai come delle “macchine” che sfruttiamo per i loro servizi. La prima volta che un traduttore mi ha detto che era molto contento di lavorare con noi, perché si sentiva trattato come un essere umano e non come una risorsa da sfruttare, mi ha fatto capire che ciò che facciamo arriva nel modo giusto e mi ha resa davvero felice.